I panettoncini al cioccolato di mezzanotte

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A Natale manca ormai poco.

I preparativi si susseguono, il tavolo della cucina è stato dichiarato “zona di guerra” da settimane con il profumo del forno sempre acceso ed io sempre barricata dietro a pile di barattoli di granola, sacchetti di farina, nuvole di zucchero a velo, etichette e nastri di spago.

E in questo marasma penso che anche oggi è il mio giorno preferito.

Sarebbe bello se iniziassimo sempre a pensare che ogni giorno è il nostro giorno preferito, no?

Come se fosse la vigilia di natale ogni mattina, quando ci si sveglia all’alba stravolte e con una lista infinita di cose da preparare, in una casa sommersa da un silenzio irreale, interrotto solo dal fischio del bollitore prima di allacciarsi il grembiule e darsi da fare.

E so che in momenti così, niente può farmi male o preoccuparmi perché questa piccola cucina bianca piena di candele accese ha spalle larghe e forti di genitori e nonni a proteggermi.

E non so come e non so perché, ma io alla magia di ogni Natale che arriva ci credo.

Credo nella gioia che regalano le piccole cose, bigliettini inaspettati, biscotti da confezionare e torte da decorare.

Credo alle riunioni di famiglia attorno a tavole imbandite, credo nell’ amore, nei sorrisi sinceri, nello sguardo furbetto del solito angioletto tutto scapigliato, sempre primo ad uscire dallo scatolone e credo in quello che mi guarda e  mi protegge da lassù.

Credo nella gioia che mi regalano le lanterne accese sul davanzale, credo nella commozione quando ascolto quel vecchio cd di musiche natalizie anche se va a singhiozzo, credo nel calore del piumone caldo quando mi sveglio sapendo che fuori sarà tanto tanto freddo.

E poi credo alla cioccolata calda straboccante di panna come rimedio infallibile di mali sconosciuti, credo fermamente al conforto che regala una zuppa calda gustata in una tazza di ceramica sbeccata, credo al profumo irresistibile del pane appena sfornato, credo ai tuoi baci così rari e credo ai tuoi abbracci sempre profumati.

Voglio crederci, perché Natale è sempre un momento speciale di amore, magia, speranza e felicità che regala anche piccoli miracoli come questo che vi sto per raccontare.

Chiamare questi piccoli panettoni come li ho chiamati, non è un’indicazione oraria per gustarli al meglio.

Semplicemente, l’altra sera sono stata assalita da questa bella idea e tra una lievitazione e l’altra ho finito per spegnere il forno a mezzanotte passata.

Diciamo che alle undici già mi girava la testa ed avevo la nausea, ma che non potevo certo mollare tutto e perdermi lo spettacolo più bello e fascinoso in se, finendo così per sedermi davanti al forno con Iris acciambellata sulle ginocchia più impaziente di me di infilarsi sotto le coperte (perché a lei, della magia della lievitazione, poco le importa, questo si sa..)

Poi il mattino, con gli occhi pesti, totalmente incapace di connettere, ho avuto la forza di incartarne uno e di infilarlo nella borsa della farfalla, senza sapere di aver fatto finalmente per una volta, qualcosa di miracoloso per delle under sixteen.

What’s up: “grazie mamma, il pandorino era buonissimo!!”

What’s up: “ma non era un pandorino, era un panettoncino al cioccolato!!!!”

What’s up: “non fa nulla, era davvero buonissimo!!”

Facebook:  “signoraaaaa, panettoncino strabuono, brava brava!!”

Instagram: “ma domani possiamo averne almeno due??”

Ecco perché credo al Natale, perché parole dette così, vanno dritto dritto lì, mentre gli occhi mi si riempiono di lacrime tanto da sentirmi buffa e pure un po’ ridicola.

Perché queste tenerezze sono come zucchero a velo sopra biscotti appena sfornati, come accendere la radio e trovare quella canzone preferita, quella che mi piace tanto, oh tantissimo, come spalancare un balcone color indaco e vedere solo mare e sapere di poterlo vedere tutti i giorni d’ora in poi, perché non sei in vacanza, ma finalmente hai cambiato vita.

Sono magie che mi rendono felice, nuova fede per riuscire a vincere ogni paura, approcciando nuovi ostacoli per trasformarli in nuovi obiettivi.

Come un regalo inaspettato.

Succedono queste cose, forse perché manca poco a Natale e a volte basta così poco per essere felici.

 

INGREDIENTI

Per 6 formine per panettoncini 7×6

Primo Impasto

125 gr farina 0

250 ml latte intero tiepido

8 gr lievito birra fresco ( 3 gr se disidratato)

1 cucchiaino malto

Secondo Impasto

325 gr farina manitoba

60 gr zucchero

40 gr miele

1 uovo

75 gr burro

8 gr sale fino

la scorzetta di un arancio bio

100 gr cioccolato fondente a pezzetti (fredde da congelatore)

Panna o latte per spennellare

Versare il latte tiepido in una ciotola capiente, aggiungere il lievito sbriciolato, il malto (o lo zucchero) ed infine la farina setacciata mescolando bene in modo da ottenere un composto liscio e senza grumi.

Coprire bene con della pellicola e lasciar lievitare 45 minuti nel forno spento (ma con la luce accesa!) perché raddoppi il suo volume.

Trascorso questo tempo necessario, unire la restante farina, il miele, lo zucchero, l’uovo, la scorzetta d’arancio e il sale. (usate la frusta k, se disponete di planetaria).

Una volta amalgamati gli ingredienti, sostituire con la frusta a gancio ed aggiungere il burro a pezzetti morbido e poco alla volta (aspettate che il primo pezzetto si assorba prima di aggiungerne un successivo).

Quando l’impasto si staccherà dalle pareti, estrarlo, formare una palla che andrà a riposare in una ciotola imburrata e coperta con della pellicola per un’ora e mezza sempre in forno spento, ma con luce accesa..

A questo punto riprendere l’impasto, lavorarlo velocemente, unire il cioccolato a pezzetti e dividerlo in sei palline uguali per i sei stampini preparati.

Spennellare la superficie con panna o latte ( o tuorlo d’uovo se lo preferiamo più lucido) e lasciar lievitare ancora per un’ora.

Bagnare ancora una volta la superficie e cuocere in forno statico a 170° per 30 minuti circa, finché non saranno ben dorati.

Sfornare, lasciarli intiepidire e gustare.

p.s. si conservano per un paio di giorni avvolti con pellicola trasparente o chiusi in un sacchettino per mantenerne la freschezza.

p.s A questo punto, non vorrei peccare in modestia, ma credo che un tweet da parte della preside, ci stia.

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