Torta semifreddo ai mirtilli e lamponi

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Il semifreddo.

Il dessert per eccellenza che mi fa venire in mente pranzi domenicali in giornate estive che non finivano mai, quando i grandi rimanevano seduti a tavola per un tempo infinito e noi bambini non vedevamo l’ora di alzarci e sgranchirci le gambe.

Pomeriggi afosi, con gli scuri mezzi chiusi per ripararsi dalla calura e il frinire ininterrotto delle cicale a rompere il silenzio.

Il semifreddo è perfetto per il giorno che forse non esiste.

Per il giorno in cui rallentiamo, quando non c’è niente di urgente da fare se non sedersi sotto la pergola in giardino con piattino e forchettina in mano e godere dell’esplosione di sapore del lampone gelido nell’amalgama di crema appena arriva alla lingua.

Il semifreddo è per il giorno in cui proviamo a prenderci il giusto tempo per godere di piccole cose.

Per il giorno in cui scopriamo quando possa essere diversa una nube dall’altra se solo ci ricordassimo di sollevare gli occhi al cielo.

 

INGREDIENTI

Per una stampo a cerniera da 16 cm

4 tuorli freschi

170 gr zucchero

250 gr lamponi

250 gr mirtilli

500 ml panna fresca semi montata

 

Scaldare in una casseruola i mirtilli con un paio di cucchiai di zucchero schiacciandoli grossolanamente con la forchetta. Far bollire per un paio di minuti e far raffreddare.

Nel frattempo mettere i tuorli e lo zucchero rimasto in ciotola a bagnomaria e montare con le fruste per ottenere un composto gonfio e spumoso in grado di velare il cucchiaio.

Togliere dal fuoco e continuare a montare per qualche minuto in modo che si raffreddi.

Aggiungere la panna mescolando con delicatezza e per ultima la frutta zigzagando con un stecchino in modo da ottenere un effetto di volute colorate.

Versare in una tortiera con cerniera ricoperta di pellicola trasparente.

In congelatore per una notte.

Al momento di servire, aprire lo stampo e capovolgerlo su un piatto o un vassoio eliminando delicatamente la pellicola.

Decorarlo a piacere.

Scaldare per qualche secondo la lama di un coltello, tagliarlo a fette e servire subito.

p.s. nei miei ricordi di infanzia la sua forma era rettangolare. Mia madre utilizzava il classico stampo da plum cake.

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