Le scatole, le etichette ed un piccolo angioletto tutto scapigliato

Eccolo lo vedo, sta sbirciando dalla finestra per vedere se arrivo.

In ritardo di soli cinque minuti che a lui parranno minimo un’eternità.

Sta brontolando, glielo leggo sulle labbra.

Mi apre la porta un po’ scocciato in vestaglia scozzese.

Io sono in tuta e scarpe da ginnastica.

Perfetti, entrambi nella tradizione.

E come da tradizione, apriamo il sipario:

“Brrrrr, che freddo qui dentro, ma il riscaldamento è acceso????”

“Ah, sei appena arrivata e già cominci? Io non sento freddo per niente”.

“Ma come puoi dire il contrario, vedo un paio di pinguini abbracciati sul divano con una tazza di thè bollente in mano..”

E sempre brontolando, ognuno senza ascoltare l’altro, ci avviamo verso le scale, lui davanti ed io dietro.

“Salgo io sulla scala? “

“No, meglio di no, faccio io, così ti passo gli scatoloni che pesano.”

“E se cadi? E’ vecchia e sgangherata, vedi di stare attento, per favore.”

“Cadere cadere, salgo su sta scala da quanti anni ormai, e non sono mai caduto.”

Scendiamo ripercorrendo la strada inversa carichi di scatole e sacchetti come muli da soma.

L’albero spoglio sull’angolo proprio davanti la finestra aspetta impaziente di essere vestito ed io circondata da sei scatoloni e svariati sacchetti, come al solito non so da che parte cominciare.

In realtà, perché aprirle quelle scatole, proprio non lo vorrei fare, preferirei che il mio sguardo rimanesse incollato al soffitto, preferirei infilare le mani e trovare quello che mi serve a tentoni, per evitare di leggerle quelle etichette che in bella mostra una per scatola danno indicazioni precise riguardo al contenuto.

Ma inutilmente.

Mi sforzo, faccio finta di niente, chiacchero del più e del meno, e lo sguardo cade comunque, volutamente alla fine, su ognuna di esse:

06 gennaio 2009 decorazioni di legno per albero

06 gennaio 2009 palline di vetro per albero

06 gennaio 2009 renne e fiocchi. Attenzione il puntale per l’albero si è rotto, inutile cercarlo

06 gennaio 2009 casetta del presepe, pastori, contadini, animaletti vari

06 gennaio 2009 campanelle e angioletti Emanuela 

Potrebbe sembrare una piccola guida per decoratori natalizi poco esperti dotati di memoria labile, come lo siamo noi, e credo proprio che l’intento di chi le ha scritte fosse questo senza ombra di dubbio, perché conoscendoci meglio delle sue tasche, sapeva che senza quelle note ci saremmo impanicati ed avremmo girato a vuoto senza venire a capo di niente, come il primo natale da autodidatti passato a cercare ovunque quel puntale rosso di vetro anche se la spiegazione chiara e semplice ce l’avevamo proprio  scritta sotto il naso.

“Ma non dovrebbero essere i più piccoli della famiglia a fare queste cose? Posso inginocchiarmi in questo modo alla mia età per stendere il muschio e segnare viuzze di sassolini per i tre re magi?”

Caro nonno, avresti anche ragione, peccato che il piccolo principe sia rinchiuso nel suo castello e sguaini la sua spada di legno (pericolo-si-ssima) tra aerosol e cortisone e la farfalla dai lunghi capelli stia cercando di districarsi tra  battibecchi di achei irresponsabili e mirmidoni cocciuti.

Perciò tocca a noi, detentori un po’ acciaccati e pieni di impegni a non far dimenticare le tradizioni.

Abbiamo quasi finito, questo è l’ultimo angioletto della scatola.

Insieme ai suoi cugini, tutti nati a colpi di colla a caldo nella fase più creativa di mia sorella quando ancora l’idea di pargoli non solo non la sfiorava, anzi, addirittura la rabbrividiva, sono il pezzo forte di queste decorazioni natalizie.

Come potevo lasciarlo insieme agli altri con quest’aria da furbetto “io non c’entro niente!”, così scarmigliato e con tutti i suoi riccioli per aria?

Voi non ci crederete, ma quando ho deciso di scattargli qualche foto e l’ho messo in posa, mi ha persino strizzato l’occhiolino.

Ne sono sicura.

Quasi sicura.

D’altra parte manca proprio poco a Natale e tutto può succedere.

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