Cialdine croccanti con panna al cardamomo

Succede che tutto a un tratto la casa decida di ribellarsi e te lo dimostri nei modi più svariati che tu non comprendi subito, ma solo alla fine quando ormai è irrimediabilmente troppo tardi.

Venerdì il ferro a vapore smette di bere e di conseguenza smette di sbuffare e la pila enorme di biancheria mantiene quell’effetto stropicciato che fa molto vissuto e vintage tanto di moda di questi tempi.

Sabato mattina va in scena il mio fidanzato preferito, l’aspirapolvere. Probabilmente offeso per qualcosa che a me risulta sconosciuto, si impunta e rifiuta di fare il suo dovere persino dopo averlo smontato e rimontato con delicatezza e passione.

Domenica sera è il turno del lavandino della cucina.

Eh no, qui la cosa si fa grave, e chi chiamo a quest’ora??

Non ti preoccupare tesoro, non ti agitare, fammi dare un’occhiata, sarà una cosa da niente.

Pinze, sifoni, guarnizioni, bacinelle e bacinelle, e ancora bacinelle…bastava un attimo e finiva per chiedermi pure gli stampi da crostata.

…….Ecco fatto tutto a posto, visto?? Ti avevo detto di stare tranquilla..

Ma sei sicuro? Posso accendere la lavastoviglie, secondo te??

Certo. Se la cosa ti fa sentire più tranquilla però, rimango sveglio e vado ogni tanto a darci un’occhiata.

Fidati.

E qui altro campanello d’allarme.

Fateci caso quando qualcuno vi dice “fidati”, perché è un termine stridente, che mette subito i brividi, a voi non è mai capitato?

Io li sento invece i brividi, ma preferisco ignorare anche questo segnale e spegnere la luce.

Lunedì mattina la sveglia suona puntuale all’alba. Scalza e con gli occhi semichiusi raggiungo a tentoni la cucina, ma già in corridoio mi trovo nel mio habitat preferito: ho i piedi a mollo.

Ma forse sto ancora sognando mi dico, specie quando accendo luce ed un castoro con la pelliccia gocciolante mi fissa implorante miagolando.

Anche da voi i castori miagolano???

Spalanco gli occhi ( forse questo gesto era meglio evitarlo arrivati sin qui) e mi ritrovo nel mezzo di un laghetto con pareti e mobili a far da sfondo.

Retromarcia immediata schizzando acqua ovunque e con voce da sirena (dei pompieri, però!), butto tutti giù dal letto lanciando l’allarme.

Passo la giornata tra secchi, moci vileda, esperti di espurghi e idraulici più o meno saccenti.

Dopo tutta quest’acqua, mi va solo qualcosa di croccante.

Buone queste cialdine, amore, fidati.

 

INGREDIENTI

Per 15 biscotti circa

40 gr burro

100 ml succo arancio

130 gr zucchero

30 gr farina

60 gr mandorle tritate grossolanamente

3 bacche cardamomo

200 ml panna fresca

 

Sciogliere il burro a fiamma bassa senza farlo friggere. Versarlo in una ciotola ed aggiungere il succo d’arancia , lo zucchero, la farina setacciata, le mandorle e il sesamo.

Mescolare e lasciar riposare l’impasto a temperatura ambiente per un’ora.

Pestare le bacche di cardamomo, estrarre i semini polverizzandoli in un mortaio. Mescolarli alla panna montata.

Disegnare su un foglio di carta forno dei dischetti da 6 cm di diametro. Far scendere al centro un cucchiaino di impasto e con il dorso del cucchiaino leggermente bagnato d’acqua fredda, stenderlo  formando delle cialdine.

Cuocere in forno caldo a 180° per dieci minuti circa fino a che non diventano dorate.

Lasciarle raffreddare. Servirle impilate (3 o 4 cialdine) alternandole alla panna montata aromatizzata.

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