Brioche senza fatica

Da quattro giorni continuo a farmi la stessa domanda: riuscirò mai ad aprire questo sportello spaziale che mi ritrovo sulla testa?

Perchè da quattro giorni vivo sul serio in uno shuttle bianco accecante che riproduce un suono ovattato pressochè identico a quello di una navicella cosmica.

Come ho fatto a ritrovarmi qui dentro? Dove sono le finestre?

Come respiro? Da dove arriva l’aria?

Non fate domande. Non ci sono risposte.

E con sgomento guardo i tre telecomandi in bella mostra sulla scrivania, perché uno dei tre dovrebbe proprio permettere l’apertura di questo lucernario elettronico così come mi hanno assicurato gli “ideatori” che li hanno lasciati prima di scomparire chissà dove.

Ma dopo mille inutili tentativi, questo griglione bianco non intende spostarsi né avanti, né indietro.

E la sera esco stanca ed intontita come avessi caracollato per davvero con tutone, bombole e casco da cosmonauta (la bandiera, quella no) in un’atmosfera rarefatta.

In teoria, ma specie nella pratica scoprire mondi nuovi non è mai stato il mio sogno.

Perché sono una che ama stare con i piedi per terra, aborra le novità specie se tecnologiche e adora lo shabby chic (che c’entra direte voi? C’entra, lo shabby chic sta bene ovunque).

E preferisce senza alcuna incertezza scoprire che esiste la possibilità di far lievitare una brioche senza fare fatica.

Così brava che fa tutto da sola. Voi ci dovete mettere solo la pazienza di saper aspettare.

Quello che dovrò fare io sperando che questo oblò un giorno o l’altro si apra e mi lasci intravedere un angolino di cielo rassicurandomi che almeno quello non è cambiato.

 

p.s. (Ancora non mi sono posta la domanda che cosa apriranno gli altri due telecomandi. Per il momento li ignoro).

 

INGREDIENTI

250 gr farina 0 (o di manitoba)

100 gr burro fuso freddo

2 uova a temperatura ambiente

50 gr miele millefiori

1 punta cucchiaino sale

75 gr acqua tiepida

11 gr lievito fresco

Per la decorazione

1 tuorlo sbattuto

3 cucchiai zucchero in granella

 

Battere leggermente le uova in una ciotola capiente. Versare il miele, il sale, il burro fuso e il lievito sciolto nell’acqua tiepida e mescolare bene eliminando i grumi. Aggiungere la farina e mescolare fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo.

Coprire la terrina con della pellicola e lasciarla riposare in frigo per almeno 24 ore fino ad un massimo di 5 giorni (io l’ho ripresa dopo un giorno e mezzo).

Dividere l’impasto in tre formando una treccia che metterete in uno stampo da plum cake imburrato (oppure dividetela in quattro parti formando delle palline che andranno sistemate in fila nello stampo) . Coprire con un tovagliolo umido e lasciar lievitare in un posto caldo per un paio d’ore ( perfetto il forno spento) fino a quando la pasta non sarà lievitata e avrà quasi raggiunto il bordo dello stampo.

Pennellare la superficie con un uovo battuto, cospargere di granella di zucchero e cuocere in forno caldo a 170° per 30/35 minuti circa.

 

 

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Comments

  1. says

    ma è meravigliosa! Se poi è “senza fatica”…beh, è perfetta per me, assolutamente!!!!!!!
    (sono un pò una pigrona, io………)
    Buon lunedì!

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