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A prima vista questo dessert pare non avere alcun nesso con quello che sto per andare a raccontare ovvero questa ultima mania che mi ha preso.

I confetti.

Da piccina ricordo questi bonbon come niente di che perché erano inequivocabilmente sempre e solo bianchi, sempre e solo piatti e con il ripieno alla mandorla (pelata e non e più o meno di qualità).

Non mi piacevano anzi, quando alle ricorrenze me li offrivano o me li regalavano, li appoggiavo in qualche angolo nascosto della credenza o finivo per tenerli in mano fino a trasformarli in una poltiglia informe e appiccicosa.

In questi ultimi anni tra battesimi, matrimoni, comunioni e dulcis in fundo cresime, li riscopro e me ne innamoro in maniera fobica visto che la via di mezzo non ha mai fatto per me.

Dai colori tenui, delicati, raffinati, mai pacchiani e accesi, di tutte le forme e soprattutto di tutti i gusti.

Noce, cioccolato bianco, gianduia, fondente, caffè, wafer, champagne, nocciola, zabaione, frutta, una lista infinita di dolcezze tutte da mordere e sgranocchiare.

“Mamma, dove stiamo andando così di fretta?”

“Confetti farfalla, ne servono ancora per domenica ”

“Davvero? Mi pareva ce ne fossero tantissssssimi!!”

“Oh, cara signora buongiorno, come mai ancora qui? Non mi dica che ha già finito anche il sacchetto che le ho venduto l’altro ieri!” “Mangiati tutti pure questi eh, mi dica la verità!!!”

Come perdere la faccia in meno di un secondo. E per usare un eufemismo, essere beccata con la mano nel vaso dei confetti, ecco.

Raccolto quel briciolo di dignità rimasta, faccio finta di nulla e si rientra a casa con in mano il mio ultimo (lo prometto!!) sacchetto di squisitezze.

E per farmi perdonare un bicchierino al cuore di confetto e al frutto rosso preferito di chi ha assistito alla mia prova di colpevolezza scuotendo la testa con rassegnazione e alzando gli occhi al cielo.

La prossima volta, a far compere, ci vado da sola.

 

INGREDIENTI

Per 4 persone

Per la mousse di mandorle

60 gr panna fresca

50 gr pasta di mandorle

60 gr latte

4 gr colla di pesce (1 foglio)

100 gr panna semi montata

Per il gelée di lamponi

250 gr lamponi freschi

4 gr colla di pesce

100 gr zucchero

scaglie di cioccolato bianco

lamponi freschi

 

Per la mousse scaldare la panna e il latte ed unire la pasta di mandorle in modo da scioglierla ben bene. Aggiungere la colla di pesce precedentemente ammollata e strizzata e frullare.

Versare la panna semi montata, mescolare piano e versare il composto in quattro bicchierini che andranno in frigo a rapprendere.

Per il gelée di lamponi sciogliere lo zucchero in un pentolino con metà dei lamponi. Aggiungere il resto dei frutti e frullare bene.

Versare sulla mousse di mandorle raffreddata e riporre ancora in frigorifero.

Prima di servire decorare con riccioli e scaglie di cioccolato bianco e altri lamponi freschi.

 

 

 

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Una giornata di festa, amici, una passeggiata, dei fiori di campo ed un’altra crostata.

Per festeggiare una gentil farfalletta in fuga.

Una fuga sempre più in alto, sempre più lontano.

INGREDIENTI

Per la frolla

300 gr farina 00

200 gr burro morbido

160 gr zucchero

100 gr farina di riso

50 gr farina di nocciole

1 uovo

1 pizzico sale

Vaniglia qb

 

Per la crema

250 gr latte

75 gr zucchero

15 gr farina 00

3 tuorli

1 baccello di vaniglia

 

Per il savoiardo

60 gr zucchero

25 gr farina 00

25 gr fecola

10 gr miele

1 uovo

Acqua di fior d’arancio

Vanillina qb

1 pizzico di sale

 

Mescolare le farine con i semi di vaniglia , lo zucchero, il sale ed impastare con il burro morbido. Unire l’uovo, formare un panetto che lascerete riposare in frigo per almeno 30 minuti.

Per la crema scaldare il latte con la vaniglia e metà dello zucchero. Sbattere i tuorli con lo zucchero rimasto e la farina setacciata. Versare il latte bollito sui tuorli e cuocere per cinque minuti circa. Stendere la crema su un piano e farla raffreddare.

Per il biscotto savoiardo separare l’albume montandolo con 40 gr di zucchero e un pizzico di sale. Montare il tuorlo con 20 gr di zucchero, il miele e la vanillina. Unire un cucchiaio di acqua di fior d’arancio. Versare il tuorlo nell’albume mescolando lentamente ed aggiungere farina e fecola setacciate.

Stendere la frolla e foderare uno stampo da crostata (22 cm). Bucherellare il fondo con i rebbi di una forchetta, versare e livellare la crema e coprire con l’impasto del savoiardo che avrete raccolto in una sac a poche distribuendolo a righe.

In forno caldo a 160 ° circa per 55 minuti. Spolverizzare di zucchero a velo e servire.

 

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Guarda un po’, un primo piatto che profuma di primavera, di verde, di giallo, di fiori, di erba.

Prima del prossimo acquazzone in questa stagione che non riconosco più.

 

INGREDIENTI

Per 4 persone

500 gr erbette miste (spinacini, cicoria, etc..)

500 gr ricotta

100 gr parmigiano grattugiato

3 uova

200 gr farina

40 gr burro

½ limone bio

5/6 foglie di salvia

Sale, pepe qb.

 

Pulire le erbette, lavarle e bollirle in acqua salata per un paio di minuti. Scolarle, strizzarle bene e tritarle.

Lavorare la ricotta con le uova, il formaggio, il trito di erbette e 150 gr di farina (la dose varia a seconda della compattezza dell’impasto). Salare e pepare.

Formare dei piccoli gnocchetti con il palmo delle mani e rotolarli nella farina. In frigo una decina di minuti a riposare.

Nel frattempo sciogliere il burro con la scorza del limone a filetti e qualche fogliolina di salvia.

Tuffare i malfatti in acqua bollente leggermente salata e lasciare che vengano a galla. Scolarli dopo un paio di minuti ed insaporirli con il burro profumato.

Da servire immediatamente.

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Mi svolazza intorno una farfalla ormai più alta di me che improvvisamente preferisce alzarsi all’alba per non perdere l’autobus scolastico quando solo fino a qualche settimana fa farle aprire gli occhi era già un’impresa.

Una farfalla che ad un tratto si chiude in camera bisbigliando al telefono per ore.

Una farfalla che esce di corsa il mattino a stomaco vuoto, perché l’estate è ormai vicina.

Una farfalla che senza facebook pare la vita non abbia alcun senso e significato.

Una farfalla dalle mille richieste, ma dalle rare concessioni.

E tra le tante domande, questa sono in grado di esaudirla proprio in questa piccola cucina, perché per una svolazzante esterofila maniaca degli States come lei non esiste nulla al mondo di più buono di una cupcake red velvet.

Come quella di Buddy o come quella di Magnolia.

E finisce così che quella della mamma si classifica al secondo posto in ogni caso.

Partita persa.

Voi però per non sbagliare affidatevi ad una guida infallibile dove troverete gli indirizzi delle bakery italiane più famose specializzate in Cupcakes.

Si chiama Cupcake City Guide ed è deliziosa.

La trovate cliccando  www.stylight.it/Magazine/Cupcake-Cityguide/#.UWvxurX7AwA all’interno di un portale chic e fascinoso come www.stylight.it

Sfogliate tra le sue golosità e sappiatemi dire!

 

INGREDIENTI

Per 24 cupcakes medi

440 gr farina 00

170 gr burro morbido

1 cucchiaino di vaniglia in polvere

450 gr zucchero

370 gr latticello ( o yogurt magro)

16 gr cacao in polvere amaro

6 gr sale

7 gr bicarbonato

3 uova

60 gr colorante rosso in polvere per alimenti

8 gr aceto mele

 

Per il frosting al formaggio

200 gr formaggio morbido tipo robiola

1 baccello di vaniglia

100 gr burro morbido

200 gr zucchero a velo

Per il frosting al croccante

Frosting al formaggio classico

100 gr nocciole tostate

100 gr zucchero

 

Mescolare il burro morbido con metà dello zucchero fino ad ottenere un composto gonfio e spumoso.

Unire le uova una alla volta alternandole con lo zucchero rimasto. Unire il cacao setacciato con la vaniglia e il colorante sciolto in un dito di acqua.

Sciogliere il sale nel latticello e mescolare l’aceto di mele con il bicarbonato mescolando ben bene.

Aggiungere il latticello all’impasto alternandolo alla farina setacciata e d infine versare l’aceto con il bicarbonato sciolto.

Riempire per tre quarti gli stampini da muffins ed infornare in forno caldo a 160° circa per 20 minuti (vale sempre la prova stecchino).

Sfornare e lasciar raffreddare su una gratella.

Per il classico frosting al formaggio, mescolare il burro ammorbidito in una ciotola con il formaggio. Una volta ottenuto un miscuglio cremoso, aggiungere i semini di vaniglia e lo zucchero a velo setacciato poco alla volta. Far riposare in frigo per almeno un paio d’ore, riempire una sac a poche e decorare a vostro piacere.

Per il frosting al croccante, caramellare lo zucchero su un pentolino a fondo spesso su fuoco dolce. Appena imbiondisce aggiungere le nocciole tostate. Mescolare, versare su una placca e lasciar raffreddare.

Pestare il croccante e mescolarlo alla crema fredda classica prima di coprire il cup cake sempre con l’aiuto di una sac a poche.

 

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Ricevo qualche giorno fa una mail che riporto tale e quale:

“Rientro ora da un appuntamento e sai che mi è capitato??….un cagnetto bastardo…..bastardo perchè ora ti dico…..con le zampe infangate mi ha DIPINTO una gamba dei pantaloni….ora sono in ufficio in boxer….. ho dovuto lavare tutta la gamba sinistra e metterla sul termo ad asciugare!!!!!! Il guaio è che tra cinque minuti aspetto delle persone e non so come posso riceverle in queste condizioni…

E tu amore, tutto bene invece?”

Non lo so come sia andata a finire: forse i clienti sono scappati di un fronte ad un professionista in mutande o forse hanno atteso invano di fronte ad una porta chiusa ed a un appuntamento mancato.

Ma improvvisamente mi sono ricordata che nel vaso degli stampi dei biscotti in fondo, ma proprio in fondo ne giaceva uno dalla forma inequivocabile…..

Un osso per cani.

In onore di un piccolo quattrozampe affettuoso, ma per qualcuno sicuramente un po’ troppo impetuoso..

 

INGREDIENTI

375 gr farina 00

150 gr zucchero a velo

½ bustina lievito in polvere

1 bustina vanillina

200 gr burro

100 gr panna

1 pizzico di sale

 

Mettere la farina con lo zucchero a velo, il lievito e il sale.

Raccogliere il tutto in una ciotola aggiungendo il burro a pezzetti e la panna. Lavorare il composto velocemente fino a renderlo omogeneo. Chiuderlo a palla in un tovagliolo e lasciar riposare in frigo per almeno una nottata. Il giorno dopo, spianate la pasta a circa 3 mm e ritagliate con uno stampino a forma di osso o a vostra scelta.

Cuoceteli in forno a 180° circa per una 15 di minuti e poi raffreddateli su una gratella.

 

 

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“Lo sai perché mi piace cucinare?”

“Perché dopo una giornata in cui niente è sicuro, e uno torna a casa, sa con certezza che aggiungendo al cioccolato rossi d’uovo, zucchero e latte l’impasto si addensa. Ed è un tale conforto!”

Prendo spunto da Julia Child e utilizzo un suo incipit, perché di farina del mio sacco in questi giorni proprio non ce n’è.

Nemmeno un pizzico.

“il mondo è grigio, il mondo è blu” qualcun altro cantava.

E così va il mio mondo in questi giorni. Testa vuota, e bisogno di stanchezza fisica per svuotarla ancor di più.

Nessun pensiero, nessuna idea, nessun sogno.

E com’è che diceva Holly???

“Io vado pazza per Tiffany: specie in quei giorni in cui mi prendono le paturnie.”

“Vuoi dire quando uno è triste?”

“No… Uno è triste perché si accorge che sta ingrassando, o perché piove. Ma è diverso. No, le paturnie sono orribili: è come un’improvvisa paura di non si sa che”.

Allora ecco, anch’io soffro di paturnie, ma nessun Tiffany luccicante a portata di mano, purtroppo.

Posso solo tenere tra le mani questa ciotola bollente di gnocchetti e verdure che sanno di primavera mentre scruto passaggi di nuvoloni grigi in un cielo stizzoso ed imbronciato quanto me.

INGREDIENTI

200 gr porro

150 gr farina 00

50 gr fave

50 gr piselli freschi

80 gr biete

3 tuorli

3 carote

2 gambi sedano

1 uovo

Sale

 

Versare la farina nella spianatoia creando una fontana, al centro mettere l’uovo e i tuorli e lavorare fino ad ottenere una pasta soda (se serve unire un goccio d’acqua o ancora del tuorlo). Lasciar riposare avvolta nella pellicola per almeno una trentina di minuti.

Formare poi con la pasta dei salsicciotti di 1 cm di diametro. Tagliare a tocchetti e fare dei piccoli gnocchi schiacciandoli con il pollice.

Privare il sedano dei filamenti e pelare le carote tagliando tutto a pezzetti. Eliminare la parte centrale delle biete sminuzzandole non troppo finemente. Ridurre il porro a rondelle e sbucciare le fave ( dopo averle sbollentate in acqua bollente per due minuti) e i piselli.

Raccogliere in una casseruola un litro e mezzo di acqua bollente e versare le verdure con una presa di sale. Far bollire per una decina di minuti ed unire i gnocchetti. Proseguire la cottura per altri dieci minuti e spegnere.

Servire la minestra fumante.

 

 

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Sapete che sono attratta dalle costruzioni verticali.

E questa per di più è light.

Cosa non ci si inventa quando in questa piccola casa improvvisamente piomba la voga della dieta “lager”, termine molto antipatico che sta ad indicare un piatto traboccante di foglie verdi “nature” proprio come fossero state appena raccolte dal campo.

Ora le giovani farfalle si nutrono così, non lo sapevate???

No oil, no salt.

Solo un paio di cucchiaiate di moda del momento ed una abbondante spolverata di paturnie adolescenziali.

Praticamente una vera delizia.

Ma voi ignorate le testardaggini di farfallette variopinte con le ali fluo e seguite solo ed esclusivamente la ricetta di questo dessert.

E’ buona e leggera.

Cosa chiedere di più.

 

INGREDIENTI

Per la frolla  (per 30 biscotti circa)

300 gr farina bio di riso

130 gr burro morbido

130 gr zucchero

1 uovo

1 pizzico sale

Scorza grattugiata di limone naturale

3 cucchiai latte

Per la crema

500 gr mele pelate a cubetti

200 gr latte intero

24 gr farina di riso

2 chiodi di garofano

1 mela verde

Marmellata di albicocche

Limone- burro – zucchero – zucchero a velo

 

Per la frolla mescolare il burro morbido con lo zucchero e la scorza grattugiata del limone. Aggiungere l’uovo. Versare la farina prescelta setacciata con il lievito e il sale. Formare una palla e far riposare in frigo per almeno un’oretta.

Riprendere la pasta, stenderla e con un taglia biscotti ricavare delle formine alte mezzo centimetro (io le ho bucherellate per evitare rigonfiamenti).

In forno già caldo (160°) per circa 10 minuti circa. Sfornare i biscotti e lasciar raffreddare.

Preparare la crema versando in una padella una noce di burro e quando inizia a spumeggiare unire 40 gr di zucchero. Dopo un paio di minuti aggiungere le mele a pezzetti, i chiodi di garofano e la scorzetta di limone e cuocere per una decina di minuti. Raffreddare il composto di mele e frullarle.

Versare il latte in una casseruola, unire la farina di riso e cuocere per 6 minuti circa sempre mescolando con una frusta, perché non si formino grumi. Versare in una ciotola, spolverizzare con un paio di cucchiai di zucchero e coprire con la pellicola. Una volta raffreddata, unire le mele e mescolare.

Distribuire uno strato di crema su 4 biscotti, poi adagiarne sopra altri 4, fare un altro strato di crema e coprire con un altro biscotto. E così via.

Completare con un cucchiaino di marmellata di albicocche, una fettina sottile di mela verde e zucchero a velo.

I biscotti si conservano un paio di settimane in un contenitore di latta.

 

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E’ tardi e piove piove e ancora piove.

Giornata perfetta per questa ricetta che richiede tempi lunghi e molta pazienza che vi regalo con l’augurio di una Pasqua serena a voi tutti.

Questo forno ormai moribondo continua a fare miracoli…

 

INGREDIENTI

Per l’impasto

400 gr farina tipo 0

300 gr farina tipo 00

180 gr zucchero semolato

230 gr burro a temperatura ambiente

250 gr latte intero

50 gr miele di acacia

2 uova medie

4 tuorli

25 gr lievito di birra

30 ml spumadoro (aroma a base di agrumi per ciambelle e focacce che troverete anche al supermercato)

130 gr canditi d’arancia (io ho usato la marmellata di arance a fettine preparata un paio di mesi fa)

Scorza grattugiata di limone e arancia bio

Per la glassa

150 gr mandorle intere

150 gr farina di mandorle

150 gr zucchero a velo

3 albumi d’uovo

 

Preparare il lievitino impastando 150 gr di farina (io le ho mescolate e setacciate) con il lievito sciolto in 125 gr di latte tiepido.

Lasciate lievitare fino al doppio del volume. Aggiungere ancora 150 gr di farina, 100 gr di zucchero, 125 gr di burro morbido e il latte rimasto fino ad ottenere una massa liscia e semi lucida e lasciar lievitare per 3 ore circa.

Incorporare tuti gli ingredienti rimasti ed impastare ancora per una massa soda ed elastica. Trasferire in una ciotola capiente e far lievitare per circa 6 ore. Trascorso questo tempo, riprendere l’impasto, maneggiarlo ancora e lasciarlo lievitare di nuovo fino al raddoppio. Dividere in due panetti e trasferirlo nello stampo da colomba formando per ognuno due pezzi che incrociati formeranno le ali.

Quando l’impasto sarà giunto ad un dito dal bordo dello stampo, ricoprire con la glassa che preparerete amalgamando la farina di mandorle con lo zucchero a velo e gli albumi. Distribuirla sulla colomba cercando di lasciare i bordi asciutti e decorare con le mandorle intere e la granella di zucchero.

In forno caldo a 160° circa per 50 minuti. Coprire la colomba con un foglio di alluminio a metà cottura se dovesse scurirsi troppo.

Sfornare la colomba, infilarla alla base in un ferro da maglia e raffreddarla capovolta.

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Sabrine mi perdonerà se utilizzo una sua ricetta in fretta e furia, ma il destino, il fato, gli eventi, chiamateli come diavolo volete questa settimana pare siano tutti contro di me.

Posso cominciare con il raccontarvi che gli elettrodomestici di questa casa si sono coalizzati ed hanno deciso di passare a miglior vita tutti insieme a cominciare dall’aspirapolvere ancora in prognosi riservata per passare al frigorifero ancora convalescente finendo con il forno che dopo anni e anni di servizio extra ha deciso di abbandonarmi senza alcun preavviso.

Ma non finisce qui, perché qualche ora fa quell’aggeggio (che io preferisco non chiamare macchina fotografica) che un santo utilizza tutti i weekends per le foto di questo blog,  mi gioca un tiro mancino non da poco.

Sono pronta con post e ricetta deliziosa  quando scopro che le foto (pure belle!!) non presentano la solita dimensione, ma una forma oblunga quasi di melanzana.

Pronto, amore, che succede? Sei occupato, perchè è proprio urgente… bhè si, sono impegnato a dire il vero, ma se mi chiami immagino sia per qualcosa di grave. Devo preoccuparmi??? È grave, gravissimo, le foto che mi hai scaricato stamattina non vanno bene ed io sono qui e non posso postare…. pronto, pronto, ma ci sei?? E questa sarebbe l’urgenza, amore?? Mi hai chiamato per dirmi che le foto assomigliano a delle melanzane????. Forse non ho sentito bene. Clic.

Deve essere caduta la linea.

Credo dovuto al brutto tempo.

E allora non mi resta che imbacuccarmi da capo a piedi, rubare il cellulare alla farfalla (che alza gli occhi al cielo dopo dieci minuti buoni di spiegazioni, perché si sa, io e la tecnologia…) uscire con il tagliere ancora sporco e questi panini fumanti incurante del vento sferzante e delle raffiche di pioggia mista a neve che mi arrossano e mi fanno bruciare gli occhi.

Piccoli pani con cioccolato nero nero.

Non so come ho fatto a convincere il forno ad esibirsi in un ultimo spettacolo.

Qualche rapida foto e non mi resta che inviare un sms di scuse.

Senza ricevere però ancora alcuna risposta.

Magari stasera, appena apre la porta, una briciola di pane cioccolato e …mi perdona…chissà…

 

INGREDIENTI

Per 15 piccoli panini

 

400 gr farina manitoba

100 gr farina 00

100 gr zucchero

40 gr burro

100 ml latte

2 uova

1 pizzico sale

2 cucchiaini miele acacia o millefiori

25 gr lievito di birra fresco

Qualche cubetto di cioccolato fondente

 

Io ho utilizzato la macchina del pane, ma potete prepararli comunque anche a mano.

Intiepidire il latte e versare i due cucchiaini di miele e sbriciolare il cubetto di lievito finchè non si scioglie completamente. (lasciar riposare, deve formarsi una bella schiumetta).

Versare le farine setacciate ed il sale in una ciotola capiente e colare al centro il burro fuso con lo zucchero sciolto.

Mescolare il liquido con il lievito per riattivarlo e versare velocemente nella farina. Aggiungere il burro zuccherato e le uova leggermente sbattute ( tranne un paio di cucchiai) e tanta acqua tiepida quanta ne servirà per ottenere un impasto sodo e compatto (io ho preferito il latte).

Rovesciare l’impasto sul piano di lavoro e lavorarlo per una decina di minuti. Adagiarlo ancora nella terrina pulita, ungeterlo con un cucchiaio di olio e coprirlo con della pellicola per farlo lievitare in forno chiuso per circa un’ora e mezza (deve raddoppiare il suo volume).

Accendere il forno a 180° e riprendere l’impasto per ricavarne delle palline mettendo al centro un pezzetto di cioccolato fondente. Richiudere per bene e con le mani dar vita ad una piccola polpetta tonda.

Con la pasta avanzata ho preparato anche delle treccine che ho chiuso a mò di ghirlanda infilando dei pezzetti di ciocco qua e là.

Spennellare i panini con del latte mescolato con il tuorlo avanzato ed infornare per una decina di minuti, appena prendono colore (perché devono rimanere morbidi morbidi).

Mangiateli subito non aspettate troppo. O come suggerisce Sabrine piuttosto surgelateli.

 

 

 

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Crema al miele

Vivere in una navicella spaziale può regalare anche dei privilegi.

Perché si, è vero che mancano le finestre e l’aria fresca di conseguenza, ma di contro regala optional e comfort di vario tipo.

In primis avere una cucina super attrezzata di tutto punto che pare abbia stimolato così tanto la fantasia di ognuna di noi che ci si ritrova all’ora di pranzo non vedendo l’ora di sbirciare nel tupperware della collega a fianco.

Zuppette esotiche, creme profumate, insalate fantasiose, un tripudio di ricette sempre nuove ed originali che possono tranquillamente concorrere con un libro di cucina dello chef più in voga del momento.

E visto che siamo a marzo e l’estate non dovrebbe tardare, il pranzo finisce per essere a dir poco parco, leggerissssssimo e ipocalorico.

E come se non bastasse a conclusione, un rapido cambio scarpe ed una camminata veloce che ci vede tornare arrossate, ansimanti e tachicardiche.

Ora io non so come concludano la serata le mie colleghe, ma io non vedo l’ora di tornare a casa ed affondare il cucchiaio in qualcosa di morbido e di molto dolce dopo tante ristrettezze.

In una crema come questa ad esempio che minimizzi il senso di colpa che mi assale quando passo rapida e scattante (ma effettivamente, forse non così veloce..) davanti a specchi e vetrine..

 

INGREDIENTI

Per la crema:

400 gr panna fresca

125 gr miele di acacia

100 gr latte

100 gr tuorli (5 tuorli)

10 gr gelatina o colla di pesce

2 fragole

Ammorbidire la gelatina in acqua fredda e nel frattempo scaldare il latte e la panna.

In una casseruola sciogliere leggermente il miele a fuoco basso finchè non raggiunge un colore dorato. Versare il latte con la panna e mescolare con una spatola senza incorporare aria.

Versare il composto a filo sui tuorli continuando a mescolare. Sciogliere la gelatina piano piano.

Far raffreddare a temperatura ambiente e poi far riposare in frigo almeno una notte prima di utilizzarla.

Io l’ho decorata con fettine di fragole.

E’ possibile anche versarla in stampi di silicone e congelarla. Prima di servirla estrarla dagli stampi e lasciarla scongelare in frigo per 5 ore circa (il miele favorirà uno scongelamento omogeneo impedendo la formazione di cristalli di ghiaccio).

 

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